Abuso sessuale: relazione tra abusante e abusato
- sabrinapompeipsicologa

- 8 mag 2020
- Tempo di lettura: 2 min
I meccanismi alla base dell’abuso sessuale hanno a che vedere con il concetto di controllo e di potere; questo significa che la violenza fisica non è necessaria. L’abusante è solitamente una persona vicina affettivamente e fisicamente al minore perchè possiede un ruolo potenzialmente educativo; questa è una condizione purtroppo più che sufficiente per costringere un minore in qualcosa che non può riuscire a capire nè cognitivamente nè emotivamente, nonostante il bambino si renda conto di fare qualcosa che non vuole. Quello dell’abuso è un fenomeno molto diffuso, ma sommerso poichè basato sul segreto. Solitamente infatti gli abusi avvengono in famiglia; uno zio, un nonno, un genitore. Molto spesso quindi, nonostante il bambino provi a segnalare il disagio provato in molte situazioni con quella determinata persona, la sua richiesta non viene ascoltata, o si fa finta di non capire; questo clima omertoso viene incentivato dal fatto che l’abusante può ricorrere alla carta della minaccia qualora il bambino decida di confessare qualcosa a qualcuno della famiglia. Gli episodi di abuso vengono presentati al minore come forme ludiche educative, se non addirittura come vere e proprie “lezioni sulla sessualità”. L’aggancio avviene sempre e rigorosamente su un piano affettivo, per questo la maggior parte degli abusi avvengono all’interno del nucleo familiare. Ad oggi si trova anche una grossissima diffusione dell’adescamento online di ragazzini; anche in questo caso l’aggancio con il bambino sconosciuto avviene su un piano affettivo tramite ricatti oppure promesse di regali.
La sessualità vissuta dal minore è di natura traumatica perchè interviene in un momento di vita in cui il bambino non è pronto nè dal punto di vista cognitivo, nè dal punto di vista emotivo. L’impotenza è la sensazione più frequentemente riportata dalle vittime di abuso perchè il bambino non ha diritto di scelta e perchè quel tipo di sessualità gli viene presentata come qualcosa di buono. La sessualità diventa qualcosa di ambivalente, di confusivo, di incerto che genera non poche difficoltà a lungo termine sul piano sessuologico del minore. Le reazioni sessuali possono essere molteplici e possono essere inibite o incentivate a seconda della presenza di fattori protettivi o non, come ad esempio la risorsa familiare, l’avere accanto una famiglia disposta a fare denuncia (questo purtroppo non sempre è possibile; in molte famiglie prevale il salvare le apparenze, piuttosto che andare incontro al disagio del bambino). Gli adulti vittime di abuso possono sviluppare una sessualità promiscua, facendo anche sesso a rischio e non protetto oppure possono sviluppare un vaginismo, quindi una completa chiusura verso tutto ciò che ha a che vedere con la sessualità. Gli abusi in molti casi vengono rimossi come reazione difensiva del bambino, ma con un buon lavoro terapeutico possono riaffiorare; è importante che lo svelamento dell’abuso non venga forzato dallo psicologo, poichè questo potrebbe significare non rispettare i tempi del soggetto e non facilitare quell’apertura genuina che invece consentirebbe l’affidamento al terapeuta stesso. Per quanto frustrante possa essere per noi psicologi, è opportuno usare estrema delicatezza rispetto a certe tematiche, pur rimanendo in contatto con il paziente.





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